Buonasera, sono una volpe. Più precisamente, sono la volpe brianzola che qualche giorno fa è caduta in un tombino della linea telefonica e ha rosicchiato il cavo della fibra,
lasciando per quattro giorni senza internet gli abitanti di Caponago. Ora che sono stata tratta in salvo e che la linea è stata ripristinata, si accavallano le possibili interpretazioni del mio folle gesto. Forse ero una volpe ingenua, illusa che aggrappandomi coi denti al cavo sarei riuscita a riemergere in superficie? Forse ero una volpe moralista, pronta a indicare la via per riscoprire i legami concreti senza rinchiudersi in connessioni virtuali? Macché.
Da secoli voi umani siete certi di essere animali metafisici, persuasi che la vostra identità passi per l’immateriale, e l’impalpabilità di internet è solo l’ennesima incarnazione di questa vostra presunzione. Pensate che parole, immagini e pensieri passino
volando attraverso i cieli, pur di non accorgervi che le affidate invece a un sotterraneo sistema di natura sostanzialmente fognaria, ciò che ne ridimensiona oltremodo la rilevanza. Voi però preferite pensarvi come esseri alati, salvo ammattire quando un qualsiasi animaletto caduto nel tombino azzanna un filo. Del resto, è noto che non siete affatto furbi come noi.