La grandezza della storia inglese scambiata per colpa. Conseguenze a scuola

Redazione Online
Redazione Online
|1 anno fa
Foto ANSA
Foto ANSA
1 MIN DI LETTURA
Nessuno stramaledice gli inglesi più degli inglesi stessi. Perfida Albione, popolo dei cinque pasti, inventori della nebbia, ormai se lo dicono da soli. Dategli una bottiglia e faranno come Tafazzi. L’ultimo grido di dolore sale dal partito laburista che vuole la “diversificazione” dei curricoli scolastici. La ministra dell’educazione si è trasformata in una diligente cinghia di trasmissione tra il governo e il sindacato degli insegnanti che chiede di “sviluppare programmi di studio inclusivi, integrare approcci antirazzisti e decolonizzati nei quadri obbligatori”. Se ti azzardi a pensare, mal te ne incolga, che l’Impero britannico non è stato soltanto un’associazione a delinquere ma anche il più potente motore della globalizzazione, stai già fuori dai quadri obbligatori. Lo stesso succede se fai presente che nel XIX secolo fu la Royal Navy a pattugliare le coste africane per impedire il traffico degli schiavi.
Negli stessi giorni è stata (momentaneamente) revocata la sospensione dal ruolo per James Tooley, vicerettore dell’Università di Buckingham noto per le posizioni anti-wokiste e per avere offerto una cattedra ad Ayaan Hirsi Ali, scrittrice somala critica dell’islam. Era stato sospeso perché accusato dalla moglie, dalla quale si sta separando, di aver avuto una relazione con una ragazza di cui finanziò parzialmente gli studi. Non è una questione di corna, perché lui all’epoca non era sposato, né di inconfessabili mercimoni, perché la relazione tra i due è iniziata dopo che lei si fu laureata. In realtà nessuno ha ancora capito esattamente quali accuse vengono mosse a Tooley. Sono vicende di vent’anni fa e pur di chiarirle la ormai ex ragazza dice agli investigatori di spulciare liberamente nei suoi diari dell’epoca per fargli capire “che ero davvero innamorata e desideravo stare con lui”. Fine della faccenda? Nemmeno per sogno: “E’ una situazione complicata” rispondono i wokisti accademici che seguono la traccia del sospetto come cani da tartufo e vogliono sapere per filo e per segno come sono andate le cose. E poi, in dubio contra reum.
Mentre nelle scuole i dibattiti sull’attualità sostituiscono le lezioni di storia accelerando il più clamoroso processo di amnesia collettiva dopo le invasioni barbariche, le vite dei professori vengono scandagliate con zelo da polizia segreta. La sbianchettatura della storia fa il paio con la iper-documentazione sugli amorazzi del vicerettore e altri notabili. La storia viene privata della sua tragica bellezza e diventa un pappone per vecchi sdentati che si consolano dedicandosi alla crocifissione in sala mensa dei colleghi con una vita sessuale un po’ più movimentata della loro. Trasformati da colonizzatori in maestri nell’arte del lamento, gli inglesi scambiano la grandezza della loro storia per una colpa insostenibile e le istituzioni intellettuali sono ormai a caccia di chiunque voglia deviare dal dogma progressista, con l’accanimento e la passione che un tempo i Britons riservavano alla conquista degli oceani.

Gli articoli più letti della settimana