Gli attacchi di americani e israeliani nello Yemen per fermare gli houthi

Redazione Online
|1 anno fa

Foto LaPresse
Non è stata un’operazione congiunta, ma ieri dopo che gli Stati Uniti hanno colpito dei siti in mano agli houthi nello Yemen, nel distretto di Harf Sufyan, venti aerei dell’aeronautica israeliana – jet da combattimento, rifornitori e aerei spia – si sono alzati in volo per sganciare circa cinquanta ordigni su tre obiettivi: i porti di Hodeidah e Ras Isa e la centrale elettrica di Hezyaz vicino alla capitale Sana’a. Nelle ultime settimane gli houthi hanno lanciato diversi attacchi contro il territorio israeliano, soltanto giovedì tre missili erano stati intercettati. Tsahal aveva avvisato che se gli attacchi fossero andati avanti, avrebbe reagito prima contro le infrastrutture degli houthi, poi dando la caccia ai suoi leader. Israele aveva avvisato i suoi alleati che gli houthi sono un problema globale, non sono pericolosi soltanto per i cittadini israeliani con gli attacchi sempre più frequenti, ma stanno bloccando il commercio mondiale da più di un anno, attaccando le navi che passano per il Mar Rosso.

