Un viaggio nel tempo raccontato da chi ha vissuto cambiamenti epocali in prima persona. Da chi è cresciuto professionalmente nell’edificio di via Benedettine e ne manifesta l’orgoglio. Un documentario che rende omaggio al lavoro svolto da giornalisti, tipografi, ex rotativisti, edicolanti. Da chi con le mani ha composto le parole al piombo a chi scrive utilizzando la tastiera di un computer.
Libertà è il simbolo un territorio, di tutta Piacenza e della provincia. Esiste un fil rouge tra i cittadini e il quotidiano, quasi una fune romantica che lega e sorregge un legame che si rinnova quasi un secolo e mezzo. Ed è proprio questa connessione al centro delle interviste, testimonianze, ricordi e ricostruzioni che compongono il documentario dei 140 anni di Libertà.
Un uomo progetta con matite e squadre, a testa bassa su un foglio da architetto, concentrato.
È in una specie di capannone. L’uomo si asciuga il sudore e si rimette al lavoro.
Lo vediamo che a fatica si trascina dietro una grossa tavola di legno. Non vediamo mai l’esterno del
capannone, ma solo l’interno. Poi, chiodi. Un martello. Altre assi, che accumula. Sempre notte.
Notte? Solo buio.
Sotto il tessuto del benessere e della convenzione, si intrecciano situazioni ai limiti della legalità. La Signora D’Amico, ricca vedova di un malavitoso locale, controlla il territorio tramite il suo secondogenito Adamo. La violenza domestica di un uomo porta alla luce un bizzarro traffico di snuff movie in cui Andy, sicario dal passato oscuro, viene inconsapevolmente coinvolto. L’intreccio delle loro storie e delle loro motivazioni è il tessuto della serie, come lo è la voglia di evadere ed andarsene dalla calma piatta e alienante della provincia.
La serie, ambientata interamente a Piacenza, è la prima fiction prodotta da Telelibertà ed è stata trasmessa su 30 televisioni del digitale terrestre, su Infinity Tv e su Amazon Prime Video
Una caccia al tesoro emozionante, ricca di curiosità e storia. Protagonisti del racconto sono Giulia, affascinante amante della bicicletta e fotografa amatoriale, e Andrea, il suo amico di penna, piacentino fino all’osso e dall’inconfondibile “erre” nostrana. Ma c’è un’altra grande protagonista della storia, tanto importante da offrire sfondi, paesaggi, location e trama: è Piacenza, scoperta e conosciuta attraverso gli indizi che Andrea propone alla sua Giulia, un “filo rosso” da seguire per arrivare finalmente a conoscersi di persona.
La webserie nasce per promuovere, in modo anticonvenzionale, il portale ScopriPiacenza.it, lo strumento fondamentale che guiderà la ragazza nel suo percorso. Le prossime puntate verranno pubblicate su YouTube, ma gli spettatori saranno messi alla prova prima di ogni episodio: anche a loro, attraverso i canali social di Editoriale Libertà, verranno proposti gli indovinelli di Andrea! Chissà se Giulia riuscirà a non spezzare il suo “filo rosso”?
La regia è di Giuseppe Piva, il soggetto e la sceneggiatura di Alessandra Colpo e le immagini di Davide Franchini.
Manca poco alla seduta di laurea e Anna Marzotti, piacentina venticinquenne, trascorre interi pomeriggi in biblioteca a studiare. Nella chiavetta USB, che porta regolarmente appesa al collo, è conservato tutto il lavoro di tesi raccolto nell’ultimo mese.
Sono da poco passate le 20 quando un violento temporale squarcia il silenzio in sala studio. L’interruzione improvvisa della corrente elettrica manda Anna nel panico: la sua chiavetta potrebbe essere stata danneggiata e con essa tutto il materiale di studio contenuto.
Rimasta in biblioteca insieme a Roberto, responsabile del Servizio di Sicurezza, Anna vuole accertarsi che la preziosissima pen-drive funzioni correttamente e quando, finalmente, si imbatte nell’unico computer acceso e funzionante, qualcosa sfugge al suo controllo.
