Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link: è gratis! L’Italia è un po’ più sola e un po’ più in pericolo. Giorgia Meloni deve avere il coraggio politico di dirlo e la determinazione per proporre soluzioni con cui uscire da questa situazione di debolezza e di smarrimento nazionale. La riorganizzazione della capacità militare europea è in corso. Il ministro Guido Crosetto, con qualche giro di parole,
ha detto in più interviste che il rafforzamento e la riorganizzazione delle forze europee è un dato di fatto e che, semmai, si tratta di recuperare il terreno perso dopo che alla conclusione della guerra fredda l’Europa aveva smesso di investire puntando sulla pacificazione generale. Meloni lascia cadere le provocazioni leghiste, da ultimo quelle di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega, contestatore totale, estremo, del piano di Ursula von der Leyen, che chiede al governo di votare “no” domani al consiglio europeo. Parole che ripropongono lo schema leghista dell’uscita dall’Ue. Per Meloni prima o poi arriverà l’occasione per prendere di petto i leghisti e mettere in discussione il loro modo di partecipare alla maggioranza, ma servirà adesione sincera al programma politico verso cui, di fatto, Meloni si sta avviando. Il cammino comune europeo verso la creazione di un’isola mondiale fatta di liberalismo, stato di diritto, difesa della democrazia, forza militare, prevede che i partecipanti siano consapevoli e che siano in grado di rappresentare l’elettorato favorevole a questa visione di fondo. Per Meloni è anche una grande occasione, ma servirebbe un po’ di studio e non solo una guardata a un documento datato e stantio (lo ha scritto pochi giorni fa il Foglio) come il
Manifesto di Ventotene in cerca di spunti polemici
L’accordo Trump-Putin, solennizzato (o ridicolizzato) dalla lunga telefonata di ieri, è nato confuso e i suoi sviluppi portano ancora maggiore confusione.
Oggi Trump parla anche con Zelensky e questo almeno potrebbe portare un po’ di chiarezza e di realismo sugli obiettivi. Tutto, ancora una volta, very good dice Trump
Concetti più chiari nel sostegno a Kyiv da parte di uno stato come la Finlandia, esposta al confronto con la Russia
Meloni, come si diceva, punta su
alcuni passaggi effettivamente antidemocratici del Manifesto di Ventotene, ancor più nel linguaggio dell’epoca, e lo fa anche per cercare contraddizioni nel campo delle opposizioni, mentre ce ne sono, come si diceva poco sopra, anche nella maggioranza. Ma poi la faccenda delle critiche a quel monumento di europeismo velleitario e di confusione ideologica prende una vita propria. Meloni si appella al pubblico social con un classico “giudicate voi”, dal Pd arriva
una difesa del leso europeismo che sembra
un po’ stridente ora che si apprestano a votare contro il loro gruppo in Europa e contro l’orientamento condiviso per rafforzare l’Ue.
L’indignazione del Pd nasce dalla contestazione dell’”oltraggio” perpetrato ai danni del documento europeista, ma l’oltraggio non è categoria facilmente e utilmente applicabile nella discussione politica a proposito di idee
E non perdiamo tempo, invece, a commentare le
richieste assurde riguardo alla sicurezza delle proteine sintetiche. E soprattutto consentiamo di lavorare usando metodi sedi e fondati
l’autorità internazionale che a Parma si occupa della sicurezza alimentare