Gli Usa hanno ridimensionato (e di molto) i dazi sulla pasta

Redazione Online
Redazione Online
|1 mese fa
 Google creative commons
 Google creative commons
1 MIN DI LETTURA
Dopo l'annuncio dei superdazi a settembre, le aziende italiane avevano risposto a tono, annunciando il ricorso verso il dipartimento del Commercio americano e con Garofalo che aveva dichiarato l'impossibilità di "sostenere tariffe di questo tipo, dato che andrebbero a intaccare circa il 20 per cento del fatturato totale in quanto gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato estero". In un secondo comunicato, infatti, il ministero degli Esteri ha voluto ripercorrere le tappe e i motivi di questa riduzione massiccia, confermando innanzitutto che le aziende coinvolte hanno "immediatamente contestato quanto addebitato loro, asserendo di aver offerto sempre collaborazione piena e senza riserva". Poi "il Governo italiano ha fatto proprie queste argomentazioni, in una memoria difensiva ad adiuvandum depositata per il tramite dell’Ambasciata a Washington, a cui si è affiancata una analoga nota a sostegno depositata anche dalla Commissione Europea". E prima della decisione finale statunitense "le stesse aziende coinvolte nell’indagine hanno fornito al Department of Commerce documentazione supplementare, sulla base della quale le autorità americane hanno svolto ulteriori approfondimenti sulle risultanze che avevano condotto alle decisioni preliminari di inizio settembre".
Esulta anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida: "La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti. Abbiamo seguito sin da subito la vicenda, a ottobre a Chicago insieme all'ambasciatore Marco Peronaci avevamo dato un segnale importante: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta italiani. Oggi sappiamo di aver scelto la strada giusta e le tariffe sono fortemente ridimensionate. Ancora una volta - conclude il ministro - abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l'Italia è forte e rispettata nel mondo".

Gli articoli più letti della settimana