L’infermiera, dipendente dell’Ausl di Piacenza, operava come volontaria all’interno dell’Hub vaccinale dell’ex Arsenale di Piacenza dove – secondo le accuse – portava le persone contrarie alla vaccinazione raccontando ai colleghi di doverle vaccinare personalmente “perché si fidavano solo di lei”. In realtà fingeva di effettuare la iniezione. L’infermiera per ora rimarrà nel carcere di Reggio Emilia dov’è stata portata mercoledì scorso. Dopo l’interrogatorio, l’avvocato difensore ha fatto istanza di remissione in libertà, su cui il giudice si è riservato di decidere.
Il suo presunto collaboratore, che è agli arresti domiciliari, è comparso invece in tribunale a Piacenza con il suo avvocato difensore Gianmarco Lupi. Davanti al giudice Sonia Caravelli e al pm Daniela Di Girolamo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato ha chiesto la remissione in libertà o in subordine l’obbligo di firma, oppure l’obbligo di dimora e il permesso di recarsi al lavoro.