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Insicurezze all’italiana: più terrorismo e meno disoccupazione

Sembrerà strano, se abbiamo di fronte ai nostri occhi le immagini veicolate dai media e i commenti dei vari opinionisti, ma gli italiani si sentono meno insicuri che in passato. Le origini delle paure provengono in modo maggiore da quel che viene da lontano, dal mondo, dalla globalizzazione. Sentiamo invece meno pressanti le paure derivanti da questioni nostrane.

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Sembrerà strano, se abbiamo di fronte ai nostri occhi le immagini veicolate dai media e i commenti dei vari opinionisti, ma gli italiani si sentono meno insicuri che in passato. Le origini delle paure provengono in modo maggiore da quel che viene da lontano, dal mondo, dalla globalizzazione. Sentiamo invece meno pressanti le paure derivanti da questioni nostrane. La responsabilità di tanta parte di questa insicurezza è dovuta a come le questioni sono raccontate e mostrate dal mondo della comunicazione. Attualmente ambiente e terrorismo sono le tematiche che tolgono serenità, meno inquietanti sono la criminalità diffusa e la crisi economica. Lo verifichiamo nel IX Rapporto sulla sicurezza e insicurezza in Italia e in Europa che è stato recentemente pubblicato dalla Fondazione Unipolis, Demos e dall’Osservatorio di Pavia. Stupirà, ma il più alto livello di percezione di insicurezza è legato alla distruzione dell’ambiente e della natura: lo dichiara il 58%. In crescita troviamo la paura per atti terroristici che passa dal 36,7% al 43,9% e quella per lo scoppio di nuove guerre nel mondo dal 40,4% al 44,5%. Per trovare insicurezze con radici “locali” dobbiamo incontrare il timore di subire un furto in casa, dichiarato dal 29% degli intervistati, in calo rispetto al 30,7% dell’anno precedente; è significativo notare che i timori per le altre tipologie di furto o rapina non superano il 20%. Le questioni economiche sono il terzo gruppo di questioni rilevate dove si verifica il calo della paura di perdere il lavoro, passata in un anno dal 45,6% al 34,8%, e quello di non avere abbastanza soldi per vivere che scende dal 39,2% al 32,9%. È interessante cogliere due osservazioni dal Rapporto: l’influenza dei media e le caratteristiche dei più insicuri. Innanzitutto c’è stato un cambio nel racconto dei media che è parallelo alla percezione delle insicurezze. Infatti le “paure globali”, soprattutto terrorismo e ambiente, occupano circa il 54% dell’agenda mediatica in tv e si segnala una forte differenza negli anni precedenti, dato che prima la parte del leone la giocavano crisi economica e criminalità che insieme occupavano l’86% del tempo. Nello specifico si evidenzia che lo spazio dei media per la crisi economica è passato dal 38% al 5%, quello dedicato alla corruzione dal 18% al 5%, e c’è un calo anche nelle notizie sulla criminalità ordinaria. Inoltre il rapporto indica le persone più insicure, che uniscono cinque caratteristiche: sono donne anziane, sole, poco istruite e assidue nel seguire la tv. Dentro questi tratti si mostra come le paure colpiscano soprattutto le persone più fragili e sole. Al contrario sono i giovani che pur vedendo un futuro incerto affrontano le sfide con minore paura. In un’Italia sempre più anziana cosa accadrà?

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