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Sei Nazioni 2023

L'infortunio di Capuozzo è una grossa perdita per l'Italia del rugby (e un'opportunità)

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L'infortunio di Capuozzo è una grossa perdita per l'Italia del rugby (e un'opportunità)
Foto LaPresse
L’infortunio alla scapola di Ange Capuozzo, che lo terrà fuori per almeno per 6-8 settimane, costringendolo a concludere qui il suo Sei Nazioni, è una bella grana per la Nazionale italiana, ma può chiamare il gruppo a una (ennesima) prova di maturità collettiva. Detto che il danno è stato fatto ed è demerito di un arbitraggio allegro nel giudicare i placcaggi al collo che l’estremo azzurro ha subito nel corso della partita con l’Irlanda (quello di McCloskey a inizio secondo tempo è stato visto e sanzionato con una punizione, ma era al 100 per cento passibile di cartellino giallo e da valutare nell’ottica di un’espulsione), questionare delle disavventure del direttore Mike Adamson non è né utile, né dilettevole. Utile è invece parlare delle possibilità che coach Crowley ha per poter far fronte alla mancanza del suo giocatore più rappresentativo, al momento.
Capuozzo è l’uomo copertina di questa Nazionale e lo è perché fa notizia la storia dello scugnizzo oriundo che viene a giocare per l’Italia ed è un tifoso sfegatato del Napoli, ma anche perché segna, segna a raffica, con gli Azzurri e con lo Stade Toulousain, che al momento è primo nel Top 14, il campionato francese, per questo il suo infortunio è una botta grossa per il morale. Non tutto però, alla luce delle ultime prestazioni di un gruppo sempre più maturo, è perduto.
La settimana di stop del torneo sarà l’occasione per far rifiatare i tanti giocatori che fanno parte delle squadre italiane: Zebre e Treviso generalmente non sovraccaricano i giocatori, al netto di situazione di emergenza in cui è necessario che scendano in campo per mancanza di alternative, e gli permettono di concentrarsi appieno sul proseguo del Sei Nazioni. Discorso differente per chi gioca all’estero. C’è chi giocherà al 99 per cento, come Tommaso Allan, che ormai è diventato il titolare agli Harlequins, vista la tendenza a far riposare oltremodo Marcus Smith (numeri alla Mano, Allan ha giocato 12 volte in questo campionato, Smith 4), mentre qualcun altro riposerà sicuramente. Questo può far ricaricare l’organico, messo a dura prova da una sfida giocata testa a testa con la squadra numero 1 nel ranking mondiale, che fa dell’intensità il suo marchio di fabbrica, producendo una mole spaventosa di situazioni pericolose.
E qui veniamo al secondo punto di questa analisi sulle possibilità tattiche che Crowley ha per sostituire Ange Capuozzo. Dando uno sguardo alle statistiche, Capuozzo è il leader italiano per metri guadagnati, metri percorsi, palloni riciclati, azioni provate con la palla in mano. È quindi una fonte di gioco non indifferente. Ora che non si può contare sul suo apporto, la soluzione ideale è fondamentalmente una: sostituirlo con Edoardo Padovani, spostare di nuovo Tommaso Menoncello dal centro all’ala, nonostante una prova ottima in quel ruolo contro l’Irlanda, e tornare alla coppia di centri Brex-Morisi, affidabile e d’esperienza, mantenendo Pierre Bruno sull’ala in cui sta già giocando. In questo modo la linea dei trequarti verrebbe ridisegnata, ma non stravolta, fornendo comunque uno schieramento di livello e non rimaneggiato.
In questo senso l’infortunio di Capuozzo può essere la leva giusta nel percorso di evoluzione della Nazionale: la voglia c’è, la grinta anche, dunque, dimostrare di saper curare le ferite senza che qualcuno insinui dubbi sulla possibile dipendenza da questo o quel giocatore, è dimostrazione di grande forza.
La sfida del prossimo turno è vitale per la Nazionale e forse per l’intero movimento azzurro: a Roma arriva il peggior Galles del decennio, fiaccato dalla situazione economica del suo movimento e in crisi di risultati, espressione di un gioco brutto, sporco e non efficace. Certo, non ci voleva proprio, nessuno si augura di perdere il suo giocatore più importante alla vigilia di una partita che può essere una svolta, però è bene cercare soluzioni dove tutti vedono problemi. Winston Churchill diceva che il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro mantenendo lo stesso entusiasmo, ma la citazione più giusta in questo caso è quella della battuta con cui Francesco De Carlo chiude il suo special su Netflix, Cose di questo mondo: “Bisogna cambiare la prospettiva. È come la pizza con l’ananas. La pizza con l’ananas è una bestemmia, è una blasfemia, perché noi pensiamo di essere pizza. Ma se sei ananas, la pizza con l’ananas è una grande opportunità. Bisogna diventare ananas”.
E che ananas sia, almeno finché non torna Ange.