Giuseppe Brugnoli

December 24, 2015

| di Giuseppe Brugnoli

Il 2015 lascia un’aria di malinconia che non dà spazio a grandi attese

Fine d’anno: tempo di bilanci, con voci attive e passive, in cui ciascuno, secondo i programmi che si era dato, misura i suoi raggiungimenti e anche le sue delusioni. Non pare davvero brillante, a tutti i livelli, l’esame complessivo di questo 2015, che era nato sotto il segno di Hebdo, e si chiude a livello internazionale con le ultime stragi di Parigi. Ma, più ancora dei singoli eventi luttuosi o tristi che hanno costellato nel mondo l’anno che sta per concludersi, a caratterizzarlo negativamente è l’aria che quest’anno che sta morendo ha assunto nel suo insieme, quasi una condanna che pesa su ciascuno di noi e influisce, molto più di quanto ciascuno di noi vorrebbe, anche sulle nostre sensazioni, in un clima di generica malinconia, che non lascia molto spazio a grandi attese...