Numerosi Salmi fanno riferimento alla Misericordia di Dio anche se la parola Misericordia non è esplicitata. È il caso del Salmo 32, uno dei sette Salmi penitenziali. Dopo aver affermato, sulla base della sua personale esperienza, che chi sperimenta il perdono di Dio è davvero beato, il Salmista confida il suo stato di prostrazione interiore e di angoscia causato dai suoi peccati. Perciò si decide a mettere davanti allo sguardo di Dio il suo peccato e a confessargli le sue iniquità. Dato questo suo atto di umiltà percepisce che “tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato” (Sal 32,5).
La sinfonia della Misericordia di Dio nei Salmi ha infinite sfumature. È il caso del Salmo 25 che per due volte fa appello alla Misericordia di Dio: “Ricordati, Signore, della tua misericordia” (Sal 25,6) e: “Ricordati di me nella tua misericordia” (Sal 25,7b). Attorno a queste due espressioni, che cerchiamo di evidenziare, viene costruito l’intero Salmo.
Dopo aver tentato di evidenziare i tratti che caratterizzano l’Anno Giubilare della Misericordia, può essere utile far risuonare la sinfonia della Misericordia quale emerge dalla Parola di Dio.
Nell’Anno Giubilare della Misericordia non tutto va collocato allo stesso livello di importanza spirituale. Altro è un pellegrinaggio, altro l’attraversamento della Porta Santa, altro un’opera di misericordia, altro la Confessione, altro la celebrazione della Messa o Eucaristia...
Tutte le indicazioni contenute nella Bolla Misericordiae vultus, con cui Papa Francesco ha indetto l’Anno Giubilare, sono segno della disposizione d’animo di voler entrare nella logica di conversione propria dell’Anno Giubilare della Misericordia. Ne abbiamo già illustrato il senso e l’importanza. Vi sono tuttavia due realtà di carattere sacramentale senza le quali l’Anno della Misericordia rischierebbe di ridursi più a una larva appariscente che a una vera opportunità di conversione...
Da qualche mese a questa parte, grazie all’Anno della Misericordia, anche le opere di misericordia, corporali e spirituali, lasciate andare in disuso, e da pochissimi conosciute, sono diventate di moda. Esse sono l’espressione concreta di una fede alla prova dei fatti. Come è noto, sono quattordici: sette che riguardano il rapporto con la dimensione corporea dell’uomo e sette che esprimono l’attenzione verso la dimensione spirituale dell’uomo...
Ogni grande religione prevede e contempla nel suo orizzonte panoramico di manifestazioni religiose il pellegrinaggio. Pensiamo in particolare all’Islam, all’Induismo. Ma soprattutto alla religione ebraica, che proprio sul pellegrinaggio a Gerusalemme ha imperniato parte della sua spiritualità...
L’Anno Giubilare della Misericordia coinvolge non solo il singolo credente ma l’intera Chiesa Cattolica, dentro il cui dinamismo di conversione ha senso e valore quello del singolo. In effetti, il Giubileo è un fatto ecclesiale e non una esperienza intimistica...
Se l’Anno Giubilare della Misericordia si risolvesse e si esaurisse in qualche gesto di carattere religioso, sarebbe fallimentare. I gesti religiosi hanno senso esclusivamente in un contesto di fede, come atti che la propiziano o come sua fruttificazione...
È pur vero che nell’Anno Giubilare della Misericordia l’attenzione è proiettata fortemente sulla Misericordia di Dio: Dio è Padre misericordioso, non giudice impietoso. Tuttavia, per prendere più limpida coscienza della verità e della potenza della Misericordia, è quanto mai opportuno riflettere sul senso del peccato. Comprendendone la gravità ci è dato di scorgere meglio la grandezza della Misericordia.
Certo, pretendere di comprendere il mistero dell’agire di Dio sarebbe pura arroganza. Resta inevitabilmente arcano e indecifrabile per ogni uomo. Tuttavia, non restiamo esclusi dalla possibilità anche razionale di comporre in unità espressioni del suo agire che a prima vista potrebbero apparire in assoluto contrasto. Come ad esempio mettere insieme Misericordia, Giustizia e Ira di Dio, di cui la Bibbia parla continuamente? Tentiamo almeno di lumeggiare le problematiche sottese. E lo facciamo esplicitando i contenuti biblici dei tre termini. A quel punto ci accorgeremo che non solo non sono dialettici, cioè in contrasto, ma sono per così dire sinonimi. Quanto meno si richiamano.
Già abbiamo precisato il fatto che l’indulgenza riguarda anzitutto il senso della gratuità dell’amore di Dio che, mediante il ministero della Chiesa, concede il perdono sacramentale dei peccati di quanti vi accedono con fede disponibile alla conversione. Ma abbiamo già fatto notare anche che ogni peccato lascia in eredità una ulteriore fragilità nell’anima di chi l’ha commesso.
Già abbiamo chiarito il fatto che l’indulgenza corrisponde in buona sostanza a Misericordia. Si tratta in definitiva dell’intervento gratuito di Dio per salvare l’uomo dal sistema e dal potere del peccato che ha come cervello strategico satana. Il suo primo intervento, il più radicale riguarda il Battesimo.
È vero che il perdono dei peccati avviene nell’anima dei battezzati pentiti, cioè disponibili alla conversione, in un clima di fede che sa cogliere l’assoluta gratuità dell’amore misericordioso. E Dio perdona realmente. Tuttavia, è un dato antropologicamente testato, confermato dalla nostra personale esperienza, che ogni peccato ci rende più fragili. Rende più fragile la nostra volontà di resistenza di fronte alla tentazione. Quando si ripresenta la situazione-tentazione, ci si ritrova più cedevoli, meno predisposti a resistere. Nonostante tutte le promesse, anche molto sincere.
Ogni Anno Santo è caratterizzato fondamentalmente dalle indulgenze. Cogliamo l’occasione per una parola di chiarimento che aiuti a superare equivoci macroscopici che nella storia della Chiesa, soprattutto da cinque secoli a questa parte, hanno ingenerato non poca confusione e motivi di critica.
Come già abbiamo precisato, ribadiamo ora il fatto che la Chiesa, soprattutto attraverso la liturgia, si rivolge all’uomo mediante segni. Alcuni di natura sacramentale, nel senso che di fatto contengono ciò che significano (è il caso del pane e vino consacrati che contengono Gesù Eucaristia, Mistero Pasquale); altri sono di natura simbolica (sono una sorta di segnaletica direzionale, che rimanda ad altro)...
Tutte le indicazioni contenute nella Bolla Misericordiae vultus, con cui Papa Francesco ha indetto l’Anno Giubilare, sono segno della disposizione d’animo di voler entrare nella logica di conversione propria dell’Anno Giubilare della Misericordia. Ne abbiamo già illustrato il senso e l’importanza. Vi sono tuttavia due realtà di carattere sacramentale senza le quali l’Anno della Misericordia rischierebbe di ridursi più a una larva appariscente che a una vera opportunità di conversione...
Da qualche mese a questa parte, grazie all’Anno della Misericordia, anche le opere di misericordia, corporali e spirituali, lasciate andare in disuso, e da pochissimi conosciute, sono diventate di moda. Esse sono l’espressione concreta di una fede alla prova dei fatti. Come è noto, sono quattordici: sette che riguardano il rapporto con la dimensione corporea dell’uomo e sette che esprimono l’attenzione verso la dimensione spirituale dell’uomo...
Ogni grande religione prevede e contempla nel suo orizzonte panoramico di manifestazioni religiose il pellegrinaggio. Pensiamo in particolare all’Islam, all’Induismo. Ma soprattutto alla religione ebraica, che proprio sul pellegrinaggio a Gerusalemme ha imperniato parte della sua spiritualità...
L’Anno Giubilare della Misericordia coinvolge non solo il singolo credente ma l’intera Chiesa Cattolica, dentro il cui dinamismo di conversione ha senso e valore quello del singolo. In effetti, il Giubileo è un fatto ecclesiale e non una esperienza intimistica...
Se l’Anno Giubilare della Misericordia si risolvesse e si esaurisse in qualche gesto di carattere religioso, sarebbe fallimentare. I gesti religiosi hanno senso esclusivamente in un contesto di fede, come atti che la propiziano o come sua fruttificazione...
È pur vero che nell’Anno Giubilare della Misericordia l’attenzione è proiettata fortemente sulla Misericordia di Dio: Dio è Padre misericordioso, non giudice impietoso. Tuttavia, per prendere più limpida coscienza della verità e della potenza della Misericordia, è quanto mai opportuno riflettere sul senso del peccato. Comprendendone la gravità ci è dato di scorgere meglio la grandezza della Misericordia.
Certo, pretendere di comprendere il mistero dell’agire di Dio sarebbe pura arroganza. Resta inevitabilmente arcano e indecifrabile per ogni uomo. Tuttavia, non restiamo esclusi dalla possibilità anche razionale di comporre in unità espressioni del suo agire che a prima vista potrebbero apparire in assoluto contrasto. Come ad esempio mettere insieme Misericordia, Giustizia e Ira di Dio, di cui la Bibbia parla continuamente? Tentiamo almeno di lumeggiare le problematiche sottese. E lo facciamo esplicitando i contenuti biblici dei tre termini. A quel punto ci accorgeremo che non solo non sono dialettici, cioè in contrasto, ma sono per così dire sinonimi. Quanto meno si richiamano.
Già abbiamo precisato il fatto che l’indulgenza riguarda anzitutto il senso della gratuità dell’amore di Dio che, mediante il ministero della Chiesa, concede il perdono sacramentale dei peccati di quanti vi accedono con fede disponibile alla conversione. Ma abbiamo già fatto notare anche che ogni peccato lascia in eredità una ulteriore fragilità nell’anima di chi l’ha commesso.
Già abbiamo chiarito il fatto che l’indulgenza corrisponde in buona sostanza a Misericordia. Si tratta in definitiva dell’intervento gratuito di Dio per salvare l’uomo dal sistema e dal potere del peccato che ha come cervello strategico satana. Il suo primo intervento, il più radicale riguarda il Battesimo.
È vero che il perdono dei peccati avviene nell’anima dei battezzati pentiti, cioè disponibili alla conversione, in un clima di fede che sa cogliere l’assoluta gratuità dell’amore misericordioso. E Dio perdona realmente. Tuttavia, è un dato antropologicamente testato, confermato dalla nostra personale esperienza, che ogni peccato ci rende più fragili. Rende più fragile la nostra volontà di resistenza di fronte alla tentazione. Quando si ripresenta la situazione-tentazione, ci si ritrova più cedevoli, meno predisposti a resistere. Nonostante tutte le promesse, anche molto sincere.
Ogni Anno Santo è caratterizzato fondamentalmente dalle indulgenze. Cogliamo l’occasione per una parola di chiarimento che aiuti a superare equivoci macroscopici che nella storia della Chiesa, soprattutto da cinque secoli a questa parte, hanno ingenerato non poca confusione e motivi di critica.
Come già abbiamo precisato, ribadiamo ora il fatto che la Chiesa, soprattutto attraverso la liturgia, si rivolge all’uomo mediante segni. Alcuni di natura sacramentale, nel senso che di fatto contengono ciò che significano (è il caso del pane e vino consacrati che contengono Gesù Eucaristia, Mistero Pasquale); altri sono di natura simbolica (sono una sorta di segnaletica direzionale, che rimanda ad altro)...