Logo La Nuova del Sud

L’eutanasia è la malattia terminale di una società

I Vangeli ci raccontano che, nelle ore precedenti la morte di Gesù in croce, “il cielo si fece buio su tutta la terra”. Gli studiosi si interrogano...

L’eutanasia è la malattia terminale di una società
I Vangeli ci raccontano che, nelle ore precedenti la morte di Gesù in croce, “il cielo si fece buio su tutta la terra”. Gli studiosi si interrogano. Si è trattato di un fenomeno meteorologico o di un racconto teologico, secondo lo stile ebraico? Non abbiamo certezze. Le due cose peraltro potrebbero essere entrambe plausibili. C’è comunque una terza ipotesi interpretativa, quella simbolica, qui a ricordarci che causare la morte delle persone è sempre uno spegnere la luce nel mondo, per lasciare il posto alla notte con le sue tenebre.Il rimando mi porta a Sumy, in Ucraina, dove trentaquattro cristiani che stavano andando a ricevere le palme nella vicina chiesa sono stati dilaniati da un missile russo. Senza dimenticare i tanti innocenti uccisi nella Striscia di Gaza, quasi si trattasse di una disinfestazione da insetti nocivi, e l’infinita schiera di persone che perdono la vita a causa del cuore violento di altre persone. Pensando al Golgota, nei giorni scorsi una notizia di cronaca che veniva da Parigi mi ha fatto pensare a come sia facile spegnere la luce del mondo, giustificandolo in nome della civiltà e della libertà. In fondo anche uccidere Gesù fu considerato gesto politicamente risolutorio di vari problemi e conforme al sentire delle maggioranze.Giovedì 3 aprile, l’emittente francese Figaro Tv ha mandato in onda il documentario Ensemble sui volontari che assistono persone in cure palliative, ovviamente funzionale a riflettere sull’eutanasia. Ad assistere alla trasmissione era stato invitato il famosissimo scrittore Houllebecq, noto per l’abilità nel raccontare le miserie sessuali del nostro tempo, l’individualismo e la solitudine delle società liberali, le ipocrisie e i rischi delle false integrazioni sociali… Una penna, la sua, quasi brutale nel descrivere ciò che succede e certamente lontanissima da qualsiasi condizionamento di tipo morale o religioso. Houllebecq, dopo aver visto il documentario, ha detto di esserne stato sconvolto. Negli occhi e nell’animo si portava dentro la provocazione di Angela, malata terminale, che chiedeva di potersi truccare fino alla soglia della morte, perché pensare alla vita produce quell’ottimismo fondamentale per andare avanti. Non aveva bisogno di pensare alla morte, né tantomeno di anticiparla. Da qui, lo scrittore è arrivato a dire che è l’essenza della civiltà quella di ripudiare la morte. «Quando – sono parole sue – una civiltà arriva a legalizzare l’eutanasia, perde ogni diritto al rispetto. Diventa allora non solo legittimo, ma auspicabile distruggerla, in modo che un’altra civiltà prenda il suo posto». «Non c’è bisogno di essere cattolici reazionari per essere contrari» ha aggiunto e «non siamo neppure degli stupidi ritardatari rispetto agli intelligenti ed entusiasti progressisti, che si sono buttati sull’eutanasia».Parole terribili che nessun cristiano avrebbe probabilmente il coraggio di ripetere con uguale crudezza, forse anche intimorito da quel sentire diffuso che vede nell’eutanasia una conquista di libertà e di civiltà. Per noi rimane comunque forte la parola della Risurrezione, qui a ricordarci con Agostino che “gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando si è verificato un fatto ancora più incredibile, quello di un Dio morto per loro”.  Giusto per affermare che la vita non è un tratto biologico di cui siamo padroni e gestori, ma solo un gradino, talvolta impegnativo, dentro ai disegni misteriosi di Dio.

Ultime Notizie di Il Fatto di Bruno Fasani

I giovani santi e i cattivi maestri con libertà d’insegnare

I giovani santi e i cattivi maestri con libertà d’insegnare

La festa del Corpus Domini è appena passata. Mi tornano alla mente le parole di un confratello che, parlando dell’Eucarestia, ricordava come essa sia stata centrale in tutti coloro che sono diventati santi, anche tra i giovani: Agnese, Luigi, Piergiorgio e, vicinissimo a noi, il beato Carlo Acutis, morto a 15 anni nel 2006, il quale sarà proclamato santo il prossimo settembre da papa Leone XIV...

Addio allo stantìo di una Chiesa che deve portare sorrisi

Addio allo stantìo di una Chiesa che deve portare sorrisi

Il progressivo e costante abbandono da parte di molti cristiani della frequenza alla chiesa inquieta l’animo di tanti pastori, ma anche di tanti cristiani, convinti che davanti ci aspetti il nulla religioso. I segnali di malessere sono tanti e risvegliano la febbre dell’animo che racconta frustrazione, sfiducia ed anche rassegnazione, quasi fosse arrivato il momento di arrendersi e gettare la spugna...

Lo Spirito soffia ma le nostre menti chiudono la porta

Lo Spirito soffia ma le nostre menti chiudono la porta

“Avete ricevuto lo Spirito Santo?” chiedeva san Paolo agli abitanti di Efeso, prima di lasciarli per recarsi a Gerusalemme. “Non ne abbiamo nemmeno sentito parlare”, era la disarmata risposta dei credenti del luogo...

Parole come pietre e pietre che seppelliscono troppe anime

Parole come pietre e pietre che seppelliscono troppe anime

Prima scena. Afragola, importante centro della cintura napoletana, nei giorni scorsi è diventato teatro dell’ennesimo crimine nei confronti di una donna. La chiamiamo donna, ma sarebbe più corretto definirla una creatura appena uscita dall’infanzia, un passerotto che ha cominciato ad ascoltare il canto della primavera...

Principi universali o solo punti di vista? La lezione di un profeta

Principi universali o solo punti di vista? La lezione di un profeta

Sono con un dotto amico di lingua inglese che mi dice: hai sentito della morte di Alasdair MacIntyre? Non so che faccia abbia indossato in quel momento, sta di fatto che lui deve aver capito che, nel merito, non ne sapevo niente, un po’ come l’eunuco della regina Candace sul carro che andava verso l’Etiopia, mentre l’apostolo Filippo gli parlava dello Spirito Santo. Sai, è morto, l’altro ieri all’età di 96 anni, mi dice. Un lutto come quando si spegne un profeta...