Logo La Nuova del Sud

Far maturare abitudini e responsabilità ecologiche

L’educazione alla dimensione ecologica, fino a creare “una cittadinanza ecologica” (Ls 211), non si appaga di dare e recepire informazioni, ma, per essere autentica, deve riuscire “a far maturare delle abitudini” (ivi). Non bastano pertanto le leggi in sé, ma occorre che i cittadini maturino in sé le motivazioni più profonde di un tal atteggiamento. Allora cambia la cultura...

|
L’educazione alla dimensione ecologica, fino a creare “una cittadinanza ecologica” (Ls 211), non si appaga di dare e recepire informazioni, ma, per essere autentica, deve riuscire “a far maturare delle abitudini” (ivi). Non bastano pertanto le leggi in sé, ma occorre che i cittadini maturino in sé le motivazioni più profonde di un tal atteggiamento. Allora cambia la cultura. E il Papa esemplifica molto concretamente: “Se una persona, benché le proprie condizioni economiche le permettano di consumare e spendere di più, abitualmente si copre un po’ invece di accendere il riscaldamento, ciò suppone che abbia acquisito convincimenti e modi di sentire favorevoli alla cura dell’ambiente” (ivi). Si tratta di assumere piccole azioni quotidiane che esprimono uno stile di vita. Esemplificazioni di forte senso di responsabilità ambientale: “Evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quando ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili […], riutilizzare qualcosa invece di disfarsene rapidamente” (ivi). E non bisogna lasciarsi prendere dalla sfiducia nei possibili risultati (cfr Ls 212).E quali possono essere gli ambiti particolarmente vocati, cioè predisposti, all’educazione alla responsabilità ecologica? “La scuola, la famiglia, i mezzi di comunicazione, la catechesi” (Ls 213). Papa Francesco focalizza in particolare il compito educativo che spetta alla famiglia, nella quale “si coltivano le prime abitudini di amore e di cura per la vita, come per esempio l’uso corretto delle cose, l’ordine e la pulizia, il rispetto per l’ecosistema locale e la protezione di tutte le creature. La famiglia è il luogo della formazione integrale. Nella famiglia si impara a chiedere permesso senza prepotenza, a dire grazie, a dominare l’aggressività o l’avidità, e a chiedere scusa” (ivi). Ma poi sono coinvolti nella formazione al senso della responsabilità ecologica la politica, le associazioni, la Chiesa, tutte le comunità cristiane, i seminari (cfr Ls 214).Grande importanza il Papa attribuisce alla stessa sensibilità estetica ai fini di un senso di responsabilità ecologica: “Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli” (Ls 215). Insiste poi sui “modelli di pensiero (che) influiscono realmente sui comportamenti […]. Altrimenti continuerà ad andare avanti il modello consumistico trasmesso dai mezzi di comunicazione e attraverso gli efficaci meccanismi del mercato” (ivi).Come si può constatare, papa Francesco non si limita ad enunciare i massimi sistemi teorici sulla ecologia. Tenendo sullo sfondo dell’orizzonte culturale i grandi principi etici, che si auspica vengano condivisi, come è sua abitudine preferisce focalizzare l’attenzione sulle situazioni concrete, secondo uno dei quattro aforismi applicati nell’Evangelii Gaudium in riferimento alla creazione delle condizioni necessarie per l’avvento di un mondo di pace: “La realtà è superiore alle idee”.

Ultime Notizie di Parlandoci da Cristiani

Liturgia e teologia inneggiano alla creazione

Siamo in dirittura di arrivo rispetto alla conclusione dell’Enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Secondo il Papa, la teologia, avvolta dal clima di contemplazione che comunque le confà, ci ricorda che “l’universo si sviluppa in Dio, che lo riempie tutto...

L’ecologia salvaguardata dall’amore civile e politico

“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione” (Ls 228). Il Papa si appella al Vangelo del lieto annuncio di Gesù che Dio è Padre di tutti e riafferma il suo convincimento che “l’amore fraterno può solo essere gratuito, non può mai essere un compenso per ciò che un altro realizza, né un anticipo per quanto speriamo che faccia” (ivi). Dunque solo il senso della gratuità denota l’autenticità dell’amore, persino nei confronti del nemico, a maggior ragione nei confronti della natura “il vento, il sole o le nubi, benché non si sottomettano al nostro controllo” (ivi).

Una ecologia dello spirito fonte di gioia e di pace

“La spiritualità cristiana propone un modello alternativo di intendere la qualità della vita, e incoraggia uno stile profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo” (Ls 222)..

I cambiamenti sono doverosi e possibili

Dopo aver focalizzato gli ostacoli, e le loro conseguenze, alla spiritualità ecologica, papa Francesco apre lo scenario delle possibilità reali alla sua attuabilità: “Non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, […] di intraprendere nuove strade verso la vera libertà” (Ls 205). Con l’aiuto di Dio, ovviamente, il quale “continua ad incoraggiare dal profondo dei nostri cuori”.