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L’ecologia salvaguardata dall’amore civile e politico

“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione” (Ls 228). Il Papa si appella al Vangelo del lieto annuncio di Gesù che Dio è Padre di tutti e riafferma il suo convincimento che “l’amore fraterno può solo essere gratuito, non può mai essere un compenso per ciò che un altro realizza, né un anticipo per quanto speriamo che faccia” (ivi). Dunque solo il senso della gratuità denota l’autenticità dell’amore, persino nei confronti del nemico, a maggior ragione nei confronti della natura “il vento, il sole o le nubi, benché non si sottomettano al nostro controllo” (ivi).

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“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione” (Ls 228). Il Papa si appella al Vangelo del lieto annuncio di Gesù che Dio è Padre di tutti e riafferma il suo convincimento che “l’amore fraterno può solo essere gratuito, non può mai essere un compenso per ciò che un altro realizza, né un anticipo per quanto speriamo che faccia” (ivi). Dunque solo il senso della gratuità denota l’autenticità dell’amore, persino nei confronti del nemico, a maggior ragione nei confronti della natura “il vento, il sole o le nubi, benché non si sottomettano al nostro controllo” (ivi).A questo punto papa Francesco focalizza un principio di civile convivenza di carattere universale: “Abbiamo bisogno gli uni degli altri” (Ls 229) e “abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo” (ivi). Di conseguenza, occorre superare la logica della “allegra superficialità” (ivi) che induce a “prendersi gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà” (ivi). Aggiunge subito un invito a guardare all’esempio di Santa Teresa di Lisieux, cioè della sua “piccola via dell’amore” (Ls 230), fatta di piccole cose ma preziose, come “una parola gentile, un sorriso, un qualsiasi piccolo gesto che semina pace e amicizia. Un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo” (ivi) nei riguardi delle persone e della creazione.I piccoli gesti di amore come tessuto dei rapporti nella ferialità sono paradigmatici anche a livello civile e politico: “l’amore per la società e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente di carità” (Ls 231) nei confronti di ogni relazione, anche quelle che riguardano il macro, come i “rapporti sociali, economici, politici” (ivi), in conformità al grande ideale di “una civiltà dell’amore” (ivi). In effetti “L’amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo. Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale – a livello politico, economico, culturale – facendone la norma costante e suprema dell’agire. [...] L’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società” (ivi), nella consapevolezza che per il credente tutto ciò fa parte della spiritualità che caratterizza la sua strada di santità (cfr ivi).Non è tuttavia soltanto la politica ad essere vocata, cioè chiamata per natura, al bene comune. Vi è anche “una innumerevole varietà di associazioni che intervengono in favore del bene comune, difendendo l’ambiente naturale e urbano” (Ls 232). E, ancora una volta, papa Francesco esemplifica nel dettaglio l’applicazione concreta dei suoi enunciati: “Per esempio, si preoccupano di un luogo pubblico (un edificio, una fontana, un monumento abbandonato, un paesaggio, una piazza), per proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti” (ivi). Grazie a loro si consolida il tessuto sociale che diventa più sensibile e meno schiavo del consumismo. Si avvia così una cultura sociale che educa “a prendersi cura del mondo e della qualità della vita dei più poveri, con un senso di solidarietà che è allo stesso tempo consapevolezza di abitare una casa comune che Dio ci ha affidato” (ivi).

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